Fisioterapia in gravidanza

L’attesa di un figlio rappresenta un momento magico per ogni donna, ma oltre alla gioia dell’evento, possono esserci in questo periodo alcuni fastidi fisici. Come mamma e fisioterapista ho deciso di dedicarmi a questo importante momento della vita, che dura 9 mesi ma che nasconde tante “insidie” per il fisico!

Il nostro corpo è sottoposto a molteplici variazioni ormonali, strutturali, posturali e cardio-circolatorie; possono insorgere infatti alcuni dolori al bacino-pube, alla schiena, lombosciatalgie oppure problematiche di circolazione ed edema delle caviglie, piedi e gambe. È importante trattare queste problematiche per consentire alla mamma una gravidanza serena, conoscendo direttamente la natura del problema e le sue fasi di evoluzione e risoluzione. Nella maggior parte dei casi si tratta infatti di disturbi transitori legati alle variazioni ormonali della gravidanza, alle tensioni muscolari del corpo che cambia dimensioni e alla meccanica della circolazione sanguigna e linfatica.

Il pavimento pelvico merita tanta attenzione in questo periodo, in quanto direttamente coinvolto nelle variazioni fisiologiche e funzionali del parto. Igravidanza, a causa dei timori del parto, ci possono essere casi di ipertono del pavimento pelvicoovvero una contrattura della muscolatura che potrebbe dare dolore e lacerazione durante il parto; è quindi utile preparare il proprio perineo alcune settimane prima della data presunta del parto così da renderlo più morbido ed elastico con specifiche manovre.

Nel post-partum invece potrebbero esserci dei piccoli problemi di incontinenza dovuti allo stiramento dei tessuti o ad eventuali traumi a carico dei muscoli del pavimento pelvico oppure ci potrebbe essere un’episiotomia dolorante. Di norma questi problemi si risolvono in 2-3 mesi spontaneamente, se questo però non accade è importante subito una valutazione multidisciplinare (ginecologo-fisioterapista) per intervenire tempestivamente con una riabilitazione specifica, che consentirà una funzionalità naturale e una qualità di vita soddisfacente.

In qualche caso, durante la gravidanza, potrebbe essere possibile diminuire il rischio di comparsa della diastasi dei muscoli retti addominali con l’aiuto di un fisioterapista che può lavorare con determinati esercizi per attivare e rinforzare la parete addominale nel modo corretto, eseguire degli esercizi per potenziare ed allenare i muscoli del pavimento pelvico. Il lavoro sul pavimento pelvico, integrato con la ginnastica hipopressiva andrebbe proseguito anche nel periodo post-partum.

Frequente è anche l’edema o gonfiore delle caviglie e/o gambe; nella maggior parte dei casi è transitorio e svanisce entro breve tempo dal parto, è dato da una variazione della permeabilità capillare dovuta alle variazioni ormonali della gravidanza e dall’ostacolo della pancia che preme maggiormente sulle vene degli arti inferiori. Il linfodrenaggio manuale può essere di grande aiuto in questo caso, in assenza di complicazioni valutate dal medico, può essere eseguito dal fisioterapista esperto.

Ci sono poi situazioni particolari da sorvegliare in gravidanza come nel caso di donne affette da linfedema e da lipedema, in particolare degli arti inferiori.

Infatti, durante la gravidanza, queste problematiche già presenti nella donna, potrebbero peggiorare per l’aumento di peso, oppure se latenti, potrebbero esacerbarsi in questo momento in cui gli equilibri ormonali del corpo cambiano, come nel caso del lipedema, per poi mantenersi anche dopo la gravidanza.

La prima azione da intraprendere è mettere in comunicazione tra loro i vari specialisti che devono seguire la gravidanza (ginecologo, medico linfologo, fisioterapista esperto in linfologia, ostetrica), per consentire la gestione dell’evento in sicurezza e in team multidisciplinare.

Nelle donne in cui è già presente un LINFEDEMA è importante mantenere un corretto regime alimentare e di attività fisica, adeguata allo stato della gravidanza, indossare il proprio indumento contenitivo facendo attenzione alle variazioni della pressione arteriosa; ricordiamoci che esistono calze specifiche per la gravidanza che nascono per accogliere anche il pancione. Ancora più utile sarebbe riuscire a mantenere costante la fisioterapia decongestiva complessa, con linfodrenaggio manuale e bendaggio compressivo; quest’ultimo infatti riesce ad adattarsi meglio allo stato dell’arto con linfedema essendo costruito su misura dal fisioterapista con tutte le varianti e gli accorgimenti necessari di volta in volta. Infine, bisogna stare attentissimi, perfino più del solito, alle infezioni; se notate rossore, un gonfiore più anomalo del solito, sensazione di calore in una specifica area della cute, contattate immediatamente il vostro medico.

Nelle donne con LIPEDEMA bisogna innanzitutto ricordarsi della natura della patologia, cioè legata a presumibili squilibri ormonali che coinvolgono principalmente gli estrogeni, con esordio in concomitanza di pubertà, gravidanza e menopausa; è possibile dunque che il lipedema durante la gravidanza possa subire variazioni peggiorative sotto la spinta ormonale, ma di questo non vi sono dati certi in letteratura scientifica, non è una regola per tutte!

In questo caso l’alimentazione gioca un ruolo chiave ed il coinvolgimento del nutrizionista nel team che segue la gravidanza è fondamentale. L’indumento a trama piatta è l’indispensabile alleato anche durante la gravidanza, insieme all’attività fisica come il cammino, il nuoto o le passeggiate in acqua. Anche in questo caso è utile proseguire con la fisioterapia decongestiva complessa; terminata la gravidanza e l’allattamento sarà possibile fare valutazioni sullo stato del proprio lipedema, anche di tipo chirurgico qualora non fossero stati fatti precedentemente trattamenti completi di chirurgia.